© Dr. Ido Sarracco
AGOPUNTURA
L’aspetto specifico dell’Agopuntura è dato dalla teoria dei meridiani o canali
e collaterali. Essa afferma che esistono dei tragitti, posti secondo percorsi
ben definiti all’interno dell’organismo e sulla superficie corporea, che
formano una complessa rete di collegamento tra tessuti, organi, apparati,
sistemi e funzioni.
Essi hanno una loro propria topografia di distribuzione sia all’interno che
sugli strati più superficiali del corpo e ne collegano tutte le parti: la parte
alta con quella bassa, la parte interna con quella esterna, la sinistra con la
destra.
Poiché ciascuno di questi canali appartiene a un organo interno e ha altresì
un percorso superficiale, questo spiega l’esistenza della relazione stretta tra
superficie cutanea ed i vari tessuti, organi, apparati e sistemi del corpo
umano. Ciò rende comprensibile il fatto che una manifestazione anormale
interna possa riflettersi sulla superficie del corpo: ad esempio sul colorito o
sulla struttura stessa della pelle; oppure attraverso alterazioni delle zone
cutanee in corrispondenza della localizzazione degli agopunti.
D’altra parte questo spiega anche come, al contrario, si possa agire all’
interno dell’ organismo attraverso la stimolazione di determinati punti
distribuiti a livello cutaneo.
E’ da rilevare che la ricerca in Cina, pur non identificando una qualche
specifica struttura istologica nel corpo umano a sostegno dell’esistenza dei
meridiani, ha dimostrato inequivocabilmente che essi esistono come
strutture funzionali intese come vie attraverso le quali alcune informazioni
di varia natura passano in modo privilegiato.
GLI AGHI E IL LORO USO
L’agopunto può essere stimolato - oltre che con i diversi tipi di aghi metallici
(ago filiforme, ago triangolare, ago a dimora, ecc.), ciascuno dei quali
prescelto secondo le ben definite indicazioni del caso - anche con magneti,
con laser, con massaggio, con semi di Vaccaria, con iniezioni di piccole dosi
di farmaci al di sotto dell’agopunto (iniettopuntura), suturando con catgut
dopo aver inciso la cute e il sottocutaneo con un piccolo bisturi a livello
dell’agopunto, scarificando la cute, producendo un microsalasso.
Gli aghi filiformi, che sono quelli comunemente conosciuti, una volta infissi
possono essere stimolati anche con deboli correnti elettriche, con
microonde, con infrarosso e manualmente. Nei bambini e nelle persone
particolarmente timorose degli aghi è possibile far ricorso all’ago cutaneo,
un particolare strumento a cinque o sette punte con il quale si picchiettano
gli agopunti selezionati senza dover perforare la cute.
Un corretto trattamento di Agopuntura prevede precise tecniche di
infissione ed estrazione dell’ago filiforme. Esse sono determinate dal
patrimonio di preparazione e di conoscenze tecniche dell’operatore
(esclusivamente Medico) oltreché dall’ubicazione degli agopunti, ma tutte
debbono mirare a non provocare dolore all’atto della puntura stessa.
METODI DI MANIPOLAZIONE DELL’AGO INFISSO
Vi sono vari metodi di manipolazione dell'ago, ma la loro azione non va oltre il fatto di tonificare
(integrazione opotenziamento) e di disperdere (diminuizione o drenaggio). La tonificazione consiste in
una stimolazione dolce e costante dell’ago, che va ruotato o comunque mosso con una certa lentezza.
La dispersione consiste invece in una stimolazione energica dell’ago, rapida o persistente. L’ago deve
essere ruotato su se stesso ad una velocità sostenuta fino a provocare la comparsa di un indolenzimento
locale: questo lieve dolore non deve però essere confuso con il dolore provocato da imperizia nell’
infiggere l'ago. In sintesi, va precisato che un trattamento di Agopuntura deve prevedere due fasi:
•
Una corretta valutazione della condizione del malato secondo i canoni della Medicina Tradizionale
Cinese, grazie alla quale si arriva a una precisa selezione degli agopunti; il che equivale,
semplificando in medicina convenzionale, al selezionare uno o più tipi di farmaci, ad esempio ad
azione digestiva, cardiaca, ecc.;
•
Un corretto reperimento dei punti e una precisa stimolazione dell’ago una volta che sia stato infisso
nel punto esatto, per la quale si richiede una precisa manipolazione; semplificando, ciò corrisponde
in medicina convenzionale alla posologia, cioè alla quantità di medicina da assumere.
Le tecniche di manipolazione dell’ago sono molto importanti. Se infatti gli agopunti sono stati selezionati
in modo adeguato ma non si è effettuata correttamente la stimolazione degli stessi, l’effetto terapeutico
sarà molto scarso (così come accade in medicina convenzionale allorquando il farmaco è giusto ma la
qualità del farmaco stesso è insufficiente).